Sylvia Plath: Sul sentiero dell’azalea


Una poesia per Sylvia

Pubblicato su Traduzione,Libri,Varie,News su sylvia plath, Varie, poesie di cristina sul 30 Aprile 2009

Una sciarpa fatta di pelle innocente
e una spina, a inchiodarle la bocca
per sempre.

Non avrà il perdono di Dio,
non l’avrà quando l’anima avvolta
in veli di catrame si offrirà alla sua metamorfosi.

Vendicativa la notte l’osserva;
le falene sfuggite alla mano della luna
sfarfallano incubi, rancori… preghiere.

L’azzurro nelle vene palpita dolcemente
e ciò che è lieve ghiaccio di febbraio
culla l’eternità nel flusso e riflusso.

Di là, ben sigillati
piccoli serpenti nuotano nel latte,
mageranno pane in candide scodelle svuotate,
domani.

Freddo, muto è l’addio; la testa ramata
germina nel forno come un biancospino
e nel crepitio della stanza esplodono
tutte le sue veglie.

Cristina D. 2009

Una Risposta a 'Una poesia per Sylvia'

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  1. Cettina detto,

    Sylvia è una delle poetesse che amo di più, i suoi tormenti sono anche i miei.
    Complimenti per il sito, ciao Cettina


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